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La Saint Ours: la Stella di Pila celebra la Fiera con un’iniziativa in alta quota

La Saint Ours: la Stella di Pila celebra la Fiera con un’iniziativa in alta quota

Curiosità – Per saperne di più nasce per raccontare ai nostri ospiti gli aspetti più interessanti e meno conosciuti delle località dove sono situati i villaggi turistici e gli hotel Club Esse, in modo che possano avere un motivo in più per conoscere i meravigliosi territori della nostra penisola: oggi ti parliamo della Fiera di Sant’Orso.

La Fiera di Sant’Orso: arte e tradizione ad Aosta

Gli artisti dell’intaglio su legno, dell’intreccio dei cesti e delle sculture in pietra conoscono benissimo la Fiera di Sant’Orso, che si tiene ad Aosta ogni anno nei “giorni della merla”, ovvero il 29 (anteprima serale), il 30 e il 31 di gennaio.

In queste giornate, decine di migliaia di persone provenienti soprattutto dal nord-ovest italiano, dalla vicina Francia e dalla Svizzera, si riversano ad Aosta per questa incredibile festa.

L’iniziativa della Stella di Pila per la Fiera di Sant’Orso

In occasione della Fiera di Sant’Orso, il legame storico tra Aosta, Gressan e la montagna viene raccontato da una prospettiva diversa, che ribalta simbolicamente il percorso seguito per oltre mille anni dall’artigianato valdostano.

Se da sempre la montagna è scesa in città portando con sé materiali, saperi e identità, oggi è l’alta quota a invitare la città a risalire.

Alla Stella di Pila prende forma questo dialogo attraverso un progetto che unisce arte, tradizione e territorio: un omaggio alla Fiera e ai suoi protagonisti, che restituisce centralità alla montagna come luogo di origine, ispirazione e osservazione culturale.

Cuore simbolico dell’iniziativa è l’installazione in quota di Peter Trojer, scultore e autore del simbolo della Fiera di Sant’Orso 2026.

Un’opera che riporta la materia e l’artigianato alle vette da cui traggono origine, trasformando la montagna in spazio espositivo e punto di incontro tra tradizione e ricerca contemporanea.

Il progetto comprende anche un gesto concreto di riconoscimento verso i circa 1.000 espositori della Fiera, invitati idealmente ad “alzare lo sguardo” e tornare a osservare dall’alto quel paesaggio che, da secoli, ispira il lavoro artigiano valdostano.

Accanto a questo, una serie di iniziative aperte al pubblico rafforza il filo diretto tra la città e l’alta quota, rendendo visibile e accessibile a tutti il legame profondo che la Fiera di Sant’Orso continua a rappresentare.

Storia e significato della Fiera di Sant’Orso

Ma perché gli ultimi 3 giorni di gennaio si chiamano i “giorni della merla”?

Nessuno lo sa esattamente, ma pare che questo appellativo derivi da una leggenda popolare in base alla quale in quei giorni una merla bianca con i suoi pulcini si rifugiò in un comignolo per ripararsi dal freddo.

Il primo di febbraio uscì poi all’aperto, tutta nera a causa della fuliggine, e da allora tutti i merli sono diventati neri.

Ai “giorni della merla” sono associati le 3 giornate più fredde dell’anno, anche se è una credenza errata in quanto dal 10 gennaio in poi le temperature tendono normalmente a risalire.

Cosa troverai alla Fiera: artigianato e sculture

In quei giorni, tutte le possibilità di alloggio di Aosta e della valle centrale sono oggetto di una corsa alle prenotazioni per non perdere l’occasione di visitare questa straordinaria manifestazione che si tiene ininterrottamente dall’anno 1001, senza mai saltare una sola data, neppure durante le epidemie medievali o le Grandi Guerre mondiali.

Nel 2026 sarà pertanto la 1026^ edizione che, come da sempre, vedrà talmente tanti visitatori da rendere necessario istituire un “senso unico pedonale” nelle vie della città, con veri e propri percorsi obbligati.

Gli artisti arrivano il 29 gennaio e piazzano i loro banchetti negli spazi assegnati, spesso dormendo direttamente al loro fianco scaldandosi con generosi dosi di vin brulé.

Alcune sculture in legno sono talmente grandi che vengono piazzate con l’aiuto delle gru, così come le sculture in pietra più pesanti.

Gli espositori occupano quasi tutte le vie del centro con le loro opere, e fiumi di persone si riversano in città già dalle prime ore del mattino, cercando di accaparrarsi i pezzi più prestigiosi, a volte molto costosi, soprattutto se creati da artisti di fama internazionale come Giangiuseppe Barmasse, celebrato per le sue incredibili sculture in legno a grandezza naturale, alle quali (come dicono di lui) scolpisce anche l’anima.

Cercalo nel web, ne vale davvero la pena!

 

Marco Baldisseri - Direttore Marketing

Marco Baldisseri
Chief Commercial Officer


Come Raggiungere la Fiera di Sant’Orso da Pila

Vuoi un suggerimento per visitare la Fiera?

Fatti una settimana bianca a Pila, alloggiando al Club Esse Pila 2000, e a metà settimana prendetevi un break per visitare la Fiera di Sant’Orso, senza usare la vostra auto, in quanto dal centro di Pila, ad appena 300 metri dal Club Esse Pila 2000, parte la nuova cabinovia che in appena 15 minuti arriva accanto al centro di Aosta.

Senza nessun problema di parcheggio potrete passare una giornata strabiliante circondati da vere e proprie opere d’arte, magari acquistando regali belli e poco costosi per i vostri parenti e amici.

Unirai così alcune delle cose più belle che la Valle d’Aosta può offrirvi: natura, sci, arte e tradizione. Buon viaggio e buona scoperta.

Dove soggiornare


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